ANALISI TRANSAZIONALE
L’Analisi Transazionale è una corrente della psicologia umanistica-esistenziale i cui presupposti filosofici sono:
- ogni individuo è ok (va bene così com’è): le persone sono uguali tra loro ed ognuna ha valore in quanto persona, indipendentemente dalla sua razza e dal suo contesto socio-culturale;
- ogni persona ha la capacità di pensare e di autodeterminarsi: ognuno può decidere che cosa vuole nella vita ed ha la capacità di crescere e di imparare qualunque esperienza abbia avuto, anche negativa;
- le decisioni prese possono essere modificate: ciascuna persona prende delle decisioni e ne è responsabile, ed è anche responsabile di cambiarle quando non sono più funzionali.
La relazione terapeutica prevede un contratto tra terapeuta e cliente, un obiettivo di lavoro e una responsabilità condivisa. È importante che entrambi sappiano sempre dove stanno andando, in che modo e perché.
Il terapeuta non ha il compito di risolvere i problemi del paziente, ma di aiutarlo a comprendere come finora si è bloccato dal risolverli da solo (Novellino, 2004).
L’Analisi Transazionale è una teoria di facile comprensione che si rifà a pensieri, sentimenti e comportamenti delle persone, divenendo un sistema efficace ed accurato di psicoterapia e di analisi socio-culturale.
ATELIER DI PITTURA “Pennello FantasiOSO“
L’Atelier di Pittura Pennello FantasiOSO è un laboratorio di terapia espressiva che utilizzo principalmente con i bambini.
E’ uno spazio dove il bambino può esprimersi liberamente utilizzando pennello e colori, è un gruppo dove i bambini possono superare e accudire le loro difficoltà in un clima di sostegno e accudimento.
I
bambini sono guidati al confronto e alla condivisione con l’altro usando come strumento la fantasia: la spinta creativa che accomuna e rende uguali tutti i bambini.
Si parte da qui, scoraggiando ogni forma di prestazione e competizione con lo scopo di raggiungere l’accettazione di sé stessi, la consapevolezza delle proprie capacità e quelle degli altri.
Il costante permesso di sperimentarsi con la pittura attiva le risorse del bambino al fine di favorire in lui un atteggiamento di accettazione e motivazione.
La pittura è un ponte tra il mondo interno del bambino e il mondo esterno (gli altri) e il gruppo alimenta il processo di autonomia del bambino e lo guida nell’entrare in relazione.
Gli obiettivi dell’Atelier sono:
- maggiore autonomia del bambino e maggiore autostima grazie ad una maggiore accettazione di sé, delle proprie capacità e di quelle degli altri;
- maggiore consapevolezza delle proprie capacità espressive e comunicative e maggiore socializzazione:
- acquisizione di maggiore consapevolezza da parte dei genitori rispetto alle risorse dei bambini.
L’Atelier di Pittura appare alquanto funzionale nei bambini che evidenziano problematiche emotive, relazionali, di auto contenimento, autocontrollo, autonomia, passività, problematiche che si manifestano in alterazioni dello sviluppo del linguaggio e nelle difficoltà scolastiche (problemi specifici dell’apprendimento, inibizione, insuccesso e rifiuto scolastico).
SOSTEGNO GENITORE BAMBINO 0-5 ANNI
Il sostegno genitore bambino 0-5 è un intervento breve con genitori e bambino rivolto al loro mondo relazionale ed ha un fine preventivo e di supporto.
Il metodo che propongo nasce dall’incontro tra l’esperienza clinica e nuove metodologie di lavoro derivate dalla ricerca sullo sviluppo del bambino.
Il metodo di lavoro prevede due fasi:
- Il terapeuta, attraverso il gioco e la parola, lavora per 2/3 incontri, insieme a genitori e bambino. Durante questi incontri, che durano 40/45 minuti, un genitore e il terapeuta giocano con il bambino, in questo modo il bambino può liberamente esprimere le sue modalità relazionali e il terapeuta può osservare cosa accade nel bambino e nella relazione.
- Terapeuta e genitori riflettono su quanto emerso e individuano strategie e risorse per il cambiamento.
Un elemento che viene proposto è la videoregistrazione durante gli incontri con genitori e bambini. Questo offre la preziosa possibilità di cogliere i segnali che anche i neonati mettono in atto per inserirsi nella comunicazione con l’adulto. In questo modo, tramite il videofeedback, il terapeuta può aiutare i genitori ad osservare con lenti diverse cosa accade nella relazione con il loro bambino ed attivare riflessioni.
E’ un intervento focalizzato sulla relazione che può fornire risposte utili nel più breve tempo possibile senza rinunciare alla qualità della proposta terapeutica.
ANALISI FUNZIONALE – TERAPIA CORPOREA
L’Analisi Funzionale è una tecnica di psicoterapia corporea recente, sviluppata da Will Davis negli ultimi 30 anni, che affonda le sue radici negli studi di E. Reich e assume la posizione umanistica di C. Rogers.
In particolare è una digitopressione sul corpo della durata di circa 5 minuti a seduta che, insieme alla tecnica verbale, in un setting terapeutico, mira a stimolare il processo di autoregolazione spontanea dell’organismo ripristinando l’equilibrio energetico.
Per praticare l’Analisi Funzionale è necessario essere psicoterapeuti ed aver effettuato il master in Analisi Funzionale, della durata di 2 anni, condotto da Will Davis (http://2020.functionalanalysis.org/index.php).
L’assunto sottostante comune a tutte le psicoterapie corporee è che esiste un’unità funzionale tra mente e corpo.
Reich pensava che la storia del paziente non fosse solo registrata nella mente o psiche, ma anche immagazzinata nel corpo, tramite ciò che Reich chiama “armatura muscolare”. Le emozioni, credenze, esperienze precoci – ogni aspetto della storia biografica – sono tutte registrate nella muscolatura nella forma di contrazioni, che sono le rappresentazioni fisiche di blocchi psichici, resistenze e rimozioni.
Le contrazioni di cui parlava Reich non sono nei muscoli, ma nel tessuto connettivo, il “conduttore” di energia presente nel nostro corpo.
Il tessuto connettivo è composto da 3 componenti: fibre al collagene, cellule e sostanza di base (plasma). Il tipo di tessuto varia a seconda delle diverse combinazioni tra queste 3 componenti. Es: tendini, cartilagine, tessuto osseo, legamenti, membrane mucose, plasma sanguigno…
Funzioni del tessuto connettivo:
- crea e forma SPAZIO (plasma = “dare forma”). Il tessuto connettivo circonda il corpo direttamente sotto la pelledandogli la forma esterna ed interna.
- SEPARA le differenti parti del corpo e contemporaneamente le CONNETTE. È la colla che tiene unite le diverse parti del corpo attraverso l’organizzazione a rete.
- SOSTIENE e sorregge il corpo dandogli la capacità di stare eretto.
- PROTEGGE l’integrità dell’organismo contro i disturbi provenienti sia dall’esterno che dall’interno. È implicato nel metabolismo, nella crescita, nella rimarginazione delle ferite, nell’attivazione del sistema immunitario.
Caratteristiche del tessuto connettivo:
- PLASTICITÁ: ha l’abilità di trasformarsi da uno stato liquido (plasma sanguigno) in una gelatina (cartilagine) o cristallizzato (fibre al collagene disidratate) per poi tornare allo stato liquido. Queste trasformazioni possono essere attivate da elettricità, calore, pressione, suono. La pressione è uno dei processi energetici che trasformano lo stato tissutale e perciò il suo funzionamento energetico.
- PIEZOELETTRICITÁ (“elettricità per compressione): i componenti del tessuto connettivo sono semiconduttori.
- IDRATAZIONE: proprio come una spugna, il tessuto connettivo può idratarsi e disidratarsi. Sotto stress si “secca” perdendo il suo giusto livello di idratazione e può arrivare anche a cristallizzarsi. In questo caso il tessuto connettivo riduce significativamente la capacità di trasportare l’energia (trasporto di elettroni e protoni). Le conseguenze a livello psicologico sono una diminuzione della percezione di sée della
- RINFORZO MUSCOLARE: ogni muscolo e ogni organo è circondato da una pellicola sottile e trasparente di tessuto connettivo. Quando il muscolo va sotto stress, più di quello che può sopportare, ulteriori tessuti connettivi crescono all’interno del tessuto muscolare e si raggruppano formando delle corde che aiutano a rinforzare il muscolo per sopportare l’aumento dello stress. Le corde di tessuto connettivo causano la durezza che sentiamo nel tessuto muscolare. In questo modo viene spiegato come possiamo tenere i muscoli tesi non solo per 20 minuti ma anche per vent’anni. Sotto stress cronico, quindi, il tessuto connettivo si sviluppa sempre di più e rinforza la tenuta del muscolo permettendogli di contrarre, bloccare e corazzare.
Durante la tecnica di digitopressione, concepita per rilassare il tessuto connettivo e reidratarlo, possono emergere le emozioni che vengono trattenute dalle contrazioni.
La tecnica di digitopressione dell’Analisi Funzionale è chiamata “Punti&Posizioni” ed è una tecnica del “minimo stimolo”: se impieghi molta energia per allentare la tensione (manipolazioni, stretching, esercizi), le difese investiranno altrettanta energia per rimanere, mentre una pressione delicata che va ad attivare il tessuto connettivo accompagnerà le difese nel lasciarsi andare. La tecnica P&P è un processo lento, che non crea minaccia: fa pressione e rilascia, prendendo dall’osteopatia la tecnica del rilascio posizionale. Will Davis ha modificato la tecnica, studiata per agire a livello neuro-muscolare, in modo che possa agire anche a livello plasmatico. Il risultato è un rilassamento profondo nei movimenti, nelle sensazioni, nelle emozioni, nella consapevolezza.
Il plasma si scioglierà sotto la pressione e poi si ri-strutturerà secondo nuove condizioni. Il risultato di questo intervento terapeutico è che quella massa fibrosa formatasi nei muscoli precedentemente stressati incomincerà a sciogliersi e a scomparire.
P&P è un processo lento e non invasivo e si struttura in 22 sedute circa e impiega 5-7 minuti a seduta.
Diversi sono i motivi per cui propongo questa tecnica.
- Per offrire al paziente un nuovo canale per conoscersi, il paziente può sentire letteralmente le sue resistenze.
- Spesso l’interazione verbale raggiunge un’impasse a causa della resistenza. Il corpo è un’altra via per superare l’impasse, rispettando le difese del paziente.
- I pazienti prendono contatto con le loro emozioni e con il proprio corpo imparando a conoscerne i segnali.
EMDR
Eye Movement Desensitization and Reprocessing è una tecnica psicoterapeutica nata in America alla fine degli anni ’80.
Come sempre accade per le migliori intuizioni, anche l’EMDR ha avuto origine da una felice casualità: mentre un giorno passeggiava pensierosa nel campus della sua facoltà, Francine Shapiro, una psicoterapeuta americana, notò che la sua ansia diminuiva se si concentrava ad osservare velocemente diversi elementi del paesaggio posti in luoghi diametralmente opposti del suo campo visivo e simultaneamente pensava al problema che in quel momento le recava disturbo. Intuì che tale sollievo doveva essere dipeso dalla velocità dei movimenti oculari; questi infatti sembravano legarsi in qualche modo al pensiero che le dava preoccupazione, recandole uno stato di sollievo. Da allora Shapiro si dedicò ad ideare e perfezionare, con diverse prove e studi.
L’EMDR è una specifica tecnica psicoterapica che si basa su una stimolazione alternata dei due emisferi cerebrali attraverso specifici movimenti oculari guidati dal terapeuta.
Essa va a lavorare direttamente sul modo con cui è stato immagazzinato il ricordo o i ricordi traumatici nella memoria e li va ad affrontare in modo completo ed integrato in tutti i vari aspetti: il ricordo specifico nella forma in cui è stato immagazzinato nella memoria (immagine, suono o odore), i pensieri irrazionali connessi a quell’esperienza (per esempio “è colpa mia” o “sono in pericolo”), le emozioni e le sensazioni fisiche che percepisco ora a ripensare a quell’evento.
L’EMDR, nasce come tecnica terapeutica utile al trattamento del Disturbo Post-Traumatico da Stress (frequentemente indicato nella forma abbreviata inglese PTSD). In particolare la ricerca scientifica, sviluppatasi enormemente in questo campo negli ultimi vent’anni, ha definito l’EMDR come trattamento supportato empiricamente ed evidence-based per il trattamento del PTSD.

